Assolirica interviene sul Decreto Ristori

MARINA COMPARATO IN AUDIZIONE AL SENATO
audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio e Finanza del Senato

“Sono necessari urgenti ed effettivi supporti al reddito, poter recuperare due anni di contributi persi per l’emergenza Covid e provvedimenti per le scadenze fiscali per gli artisti e i lavoratori del settore della lirica.”

Lo ha chiesto Marina Comparato, vicepresidente e membro del direttivo di Assolirica, l’associazione professionale che raccoglie i liberi professionisti del settore lirico, nel corso di un’audizione sul Dl Ristori davanti le commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato.

Secondo Comparato, “ci siamo trovati nell’impossibilità di svolgere il nostro lavoro e ci troviamo in un impellente bisogno di supporto al reddito che sia urgente ed effettivo, accedere quindi ai ristori messi in campo dal governo ma non solo. Poter recuperare i due anni persi di contribuzioni previdenziali e di ottenere provvedimenti per le scadenze fiscali che al momento rischiano di non poter essere onorati a causa di assenza delle entrate”. 

Quanto ai ristori messi in campo per il nostro settore, Comparato segnala che “l’indennità per i lavoratori dello spettacolo (prevista dal Cura Italia) non è stata accessibile per molti artisti per due limitazioni: il tetto al reddito riferito al lordo (che non tiene conto delle spese di preparazioni, spese di vitto e alloggio, spese di agenzie); il montante minimo di giornate contributive annuali, per un cantante lirico è molto difficile raggiungere il numero richiesto”. Sarebbe opportuno quindi che il reddito considerato fosse quello imponibile e non il lordo. 

 

Quanto ai contributi a fondo perduto per le partite iva, “c’è stato un grande dibattito sul fatto che gli artisti lirici potessero accedere a questi fondi. Per calcolare il calo di fatturato tra il 2019 e il 2020 viene considerato solo il mese di aprile 2019. Per un artista che ha entrate saltuarie può capitare che non fosse in grado di dimostrare l’effettivo calo”. Andrebbe quindi “previsto un sostegno come per altre attività riferito a un periodo più ampio per dimostrare l’effettivo calo”.

L’Italia, ha concluso Comparato, “rischia di uscire da questa crisi con forse i teatri ancora in piedi ma senza la più grande risorsa che è costituita dagli artisti e dai lavoratori, siamo un patrimonio culturale e un’eccellenza. Il settore della lirica è importante che produce un grande indotto. Il melodramma è patrimonio culturale immateriale di rilevanza mondiale è il veicolo della nostra lingua nel mondo”.

Rassegna: AGCULT